La visita a sorpresa del direttore della Cia John Ratcliffe a Mosca rilancia interrogativi che vanno oltre i colloqui con Sergei Naryshkin. Secondo Antonio Teti, intervistato da Formiche.net, dalla Nato all’Ucraina, fino all’Iran, è possibile che siano stati discussi anche i limiti del supporto intelligence Usa a Kyiv

La visita a sorpresa del direttore della Cia John Ratcliffe a Mosca apre interrogativi che vanno ben oltre il contenuto ufficialmente noto dei colloqui con il direttore dell’Svr Sergei Naryshkin. Dalla deterrenza nei confronti della Russia alla sicurezza dei Paesi baltici, dall’Ucraina all’Iran, fino alla possibilità che Washington e Mosca stiano cercando di stabilire nuove linee rosse nelle rispettive attività di intelligence. A Formiche.net, Antonio Teti analizza il significato strategico della missione e avanza un’ipotesi particolarmente delicata: sul tavolo potrebbe essere entrata anche la natura dell’assistenza intelligence fornita dagli Stati Uniti all’Ucraina e, soprattutto, i limiti entro i quali tale supporto può essere utilizzato per operazioni contro obiettivi situati in territorio russo.

Professor Teti, perché la visita del direttore della Cia John Ratcliffe a Mosca è così importante?