A Tripoli, il primo ministro del governo definito di “unità nazionale della Libia”, Abdul Hamid Dbeibah, ha incontrato Mohammed bin Abdulaziz Al-Khulaifi, ministro degli Esteri del Qatar. Il motivo dell’incontro è determinato dalla ricerca di un comune meccanismo di cooperazione tra Libia, Qatar, Turchia e Italia sul controllo delle frontiere in chiave di gestione dei flussi migratori. La finalità di maggior rilievo di questo incontro è quello di migliorare le attività svolte dalla sala operativa congiunta di Tripoli, il rafforzamento delle capacità delle autorità libiche, il contrasto al traffico di migranti, i programmi di ritorno volontario. L’incontro rappresenta, pertanto, un passo importante verso la realizzazione di una stabile cooperazione tra quattro Paesi, che nonostante abbiano interessi assai diversi, presentano un obiettivo a fattor comune: il controllo dei flussi migratori.

Non si può non considerare che, nonostante le copiose e documentate violazioni commesse dagli apparati libici, la costruzione di questo nuovo accordo gli conferirà ulteriori poteri. Va precisato, infatti, che non si tratta di un semplice meccanismo d’intesa per la redistribuzione dei migranti bensì di un meccanismo politico e operativo che espressamente prevede il coordinamento tra i governi oltre al rafforzamento delle capacità operative degli apparati libici e, infine, la cooperazione sul controllo delle frontiere e delle coste. Il baricentro di questo progetto verrebbe a collocarsi nella sala operativa di Tripoli, pensata quale concreto strumento di coordinamento e di scambio di informazioni operative.