Roma, 31 ago. (askanews) – Stati uniti e Iran sono tornati a colpirsi direttamente per la prima volta dopo settimane di sostanziale pausa militare, con uno scambio che nelle ultime ore si è esteso dalla Giordania agli Emirati arabi uniti. Washington ha attaccato domenica due lanciarazzi iraniani sull’isola di Larak, nello Stretto di Hormuz; Teheran ha risposto prima con missili verso la Giordania e poi, nelle prime ore di oggi, con droni contro la base aerea di Al Minhad negli Emirati.
Secondo il Comando centrale americano, Centcom, i due sistemi colpiti a Larak appartenevano ai Guardiani della rivoluzione ed erano in preparazione per disperdere mine nelle acque dello Stretto di Hormuz. Il portavoce del Centcom, capitano Tim Hawkins, ha affermato che le forze iraniane erano state osservate mentre si preparavano a lanciare razzi equipaggiati con mine nelle acque circostanti.
L’agenzia iraniana Tasnim ha riferito che l’attacco americano, condotto con droni, ha provocato due morti e due feriti sull’isola. Il bilancio non è stato confermato da fonti indipendenti.
Poche ore dopo il raid, l’Iran ha lanciato alcuni missili verso la Giordania, secondo una fonte a conoscenza dell’operazione citata dal New York Times. Tutti i vettori sarebbero stati intercettati. Nel Paese sono schierati diverse migliaia di militari americani.











