Roma, 31 agosto 2026 – Tra Stati Uniti e Iran ripartono gli attacchi incrociati dopo settimane di sostanziale tregua e lo scambio di colpi si è esteso ad altri Paesi dell’area. Washington ha preso di mira due lanciarazzi iraniani sull'isola di Larak, nello Stretto di Hormuz; Teheran ha risposto prima con missili verso la Giordania e poi, nelle prime ore di oggi, con droni contro la base aerea di Al Minhad negli Emirati Arabi.
Secondo il Comando centrale americano, Centcom, i due sistemi colpiti a Larak appartenevano ai Guardiani della rivoluzione ed erano in preparazione per disperdere mine nelle acque del braccio di mare. Secondo l’agenzia iraniana Tasnim, l’attacco avrebbe provocato due morti e due feriti sull’isola. La risposta dei Pasdaran non si è fatta attendere: prima con il lancio di alcuni missili verso la Giordania (tutti intercettati), poi con l’attacco di droni verso la base aerea di Al Minhad.
Segui le news in diretta 05:14Iran: "Superpetroliera ha urtato mine e preso fuoco"
La Marina delle Guardie rivoluzionarie iraniane ha dichiarato oggi in un comunicato che "una superpetroliera che aveva violato le norme ha preso fuoco in modo terribile dopo aver urtato due mine marine". "Ribadiamo che le navi che violano le norme di sicurezza dello Stretto subiranno la stessa sorte", ha aggiunto la dichiarazione riportata da Fars, sottolineando che "è obbligatorio rispettare le norme emanate dalla Marina delle Guardie rivoluzionarie per il passaggio e la navigazione. Le compagnie di navigazione non devono lasciarsi ingannare dalle provocazioni dell'esercito americano, responsabile dell'uccisione di bambini, e non devono esporre inutilmente alla distruzione i beni e la vita degli equipaggi delle loro navi".










