Un lettore scrive«Scrivo in merito all'imprenditore marito e padre di 4 figli che pur non avendo mai avuto guai con la giustizia, una volta scippato della catenina da parte di due in monopattino, li insegue con la sua auto, li investe e poi li malmena. È evidente che il governo con la politica della sicurezza con nuovi reati e inasprimenti di pena ha fallito. I vigili urbani sono un ricordo del passato, la polizia è negli uffici e noi che siamo in strada siamo esasperati, spaventati da scippi, furti, sistematica violazione delle leggi. Il signore lo capisco, ha rovinato la vita sua e della famiglia e sarà trattato come un criminale. Ma una volta tanto il governo comprenda i cittadini e crei una riduzione di pena per circostanze attenuanti, appunto l'esasperazione per i motivi sopra descritti».R.S. Una lettrice scrive«Nei giorni scorsi è deceduta la mia mamma ultranovantenne e dopo aver acquisito dal Comune i certificati necessari sono andata in banca per comunicare il decesso essendo la sottoscritta cointestataria del conto corrente sul quale le veniva addebitata la pensione. Entro, nessun cliente negli uffici, ambiente climatizzato, porte scorrevoli automatiche, chiedo di accedere all'ufficio dove mi segue il consulente abbinato al mio conto corrente. Mi presento, spiego la situazione. Lui non accenna condoglianze di buona educazione, e mi invita a prendere appuntamento per espletare le pratiche di rito. Al mio stupore - avendo con me i documenti ed essendo la banca priva di clienti, mi propone di agire da remoto con home banking se non volessi tornare. Così ho fatto, dieci minuti il tempo impiegato da remoto. Mi sorge una domanda: ma tutto quel comfort ambientale a che cosa serve se i clienti vengono rifiutati? Nostalgia di com'era la mia filiale di banca prima del restyling: tanti clienti, un po' di code, ma era salvaguardato il lato umano».Nella Fantino * Tutte le lettere di Specchio dei tempi Un lettore scrive«Prendendo l'occasione dal tragico incidente dell'altro giorno sulla A32 Torino-Bardonecchia - per precisare che se non si rispettano i limiti di velocità indicati e, prima di tutto, se non esistono controllo della polizia stradale (non c'è quasi mai lungo il percorso da Torino a Oulx: la si vede solo ai caselli d'uscita) che dovrebbe verificare la velocità delle auto che sfrecciano normalmente nelle gallerie a ben più di quella consentita, non può essere data colpa dell'autostrada! La macchina incidentata, a giudicare dalle condizioni della stessa, non mi sembra che viaggiasse a velocità consentita».V.G. * * DONA IL TUO 5XMILLE - C.F. 97507260012specchiotempi@lastampa.itwww.specchiodeitempi.orgInfo: 011.6568376