CAMPONOGARA (VENEZIA) - La compostezza degli amici di Tania Terrin radunati fuori dalla chiesa per darle l'ultimo saluto si è sciolta in pianto quando è arrivata la bara bianca sulle note di "Amazing Grace" accompagnata dalla mamma, Marinella. Una delle voci rotte dal pianto è quella di Micol, amica di sempre: «Ho abitato con lei, abbiamo dormito assieme e condiviso tanto fin da piccole. Non ci credo ancora a quello che è successo, che siamo qui oggi. Abbiamo passato dei bei momenti assieme, vacanze spensierate. Da quando ho saputo non dormo. Sapevo di questa sua relazione, avevo intuito fosse un amore tossico però lei a me non ha detto nulla. Avrei voluto mi avesse chiamata, mi avesse parlato visto il nostro rapporto. Se mi avesse detto "ho bisogno d'aiuto" di sicuro ci sarei stata». Altri amici che la conoscevano fin dalle scuole trovano appena le parole per ricordare com'era: «La conoscevo dalle medie, Tania ha sempre portato allegria, festa e gioia racconta Marco- Era coinvolgente nella sua spontaneità. Per noi è stata la numero uno e se ci avesse chiesto aiuto ci saremmo stati».
Tania Terrin, l'uscita del feretro dalla chiesa e la canzone 'Ho perso le parole' di Ligabue scelta per salutare la 39enne VIDEO FARE DI PIÙ Un sentimento, quello di non aver potuto aiutarla che accomuna molti degli amici presenti ieri a Camponogara. «Tania era il sole e ce l'hanno tolto dice commosso Simone - Ho conosciuto Tania e le ho voluto bene. Sulle sue cose personali era riservata, se solo avessimo saputo avremmo fatto la nostra parte per aiutarla come possibile. Noi non sapevamo ma purtroppo chi lo sapeva non ha fatto abbastanza e oggi siamo qui davanti all'irreparabile. Tania è andata al pronto soccorso, Tania ha denunciato e così altre donne prima di lei, eppure chi poteva non ha fatto tutto per salvarla. Le istituzioni devono prendere sul serio le donne che chiedono aiuto, devono allontanare subito gli uomini violenti. Nei giorni scorsi ho sentito tanta indignazione per il femminicidio di Tania, se così fosse oggi qui doveva esserci mezza Italia, invece alle parole non seguono i fatti. Oggi sono qui a piangere un'amica, il mio appello è affinché domani non capiti a qualcun altro».Anche Alessandro, che la conosceva fin da piccola, porta con se il rammarico di non aver saputo: «L'avevo vista un mese prima della tragedia. Tania era speciale. Era riservata su quest'aspetto, noi amici avremmo fatto squadra attorno a lei altrimenti, anche affrontando chi poi le ha tolto la vita. Chi sapeva invece doveva fare qualcosa, lei aveva chiesto aiuto ma oggi siamo qui a piangerla». Commozione ed incredulità anche per Maria: «Ho conosciuto Tania ma ho conosciuto anche chi l'ha uccisa, sapevo di suoi comportamenti passati, mai l'avrei creduto capace di arrivare a tanto». Chiara è stata vittima di violenza e ne è uscita, avrebbe voluto che per Tania si facesse di più: «L'ho conosciuta ad una cena con amici, sono qui perché anch'io sono stata vittima di violenza. Mi è capitato all'estero, è stata gestita in modo diverso e sono qui a raccontarlo o avrei fatto la sua stessa fine. Un aiuto fondamentale è stato il supporto psicologico da parte di specialisti che mi hanno portata a capire cosa mi stava succedendo e perché. Avrei tanto voluto per Tania lo stesso. Quando scatta una denuncia la vittima non deve essere lasciata sola».











