di
Antonella Gasparini
Il femminicidio in provincia di Venezia, l'ultimo saluto alla donna di 39 anni trovata morta in casa. Le istituzioni alla cerimonia, il dolore degli amici
«Il rumore dei fischietti non basta a risvegliare le coscienze. La responsabilità è di tutti e per prima della politica, che a parole sostiene e promuove le associazioni anti-violenza, ma di fatto varie volte dirotta quei fondi a favore di difesa e armamenti». È questo uno dei passaggi dell'omelia del parroco di Camponogara (Venezia), don Alberto Peron, durante i funerali di Tania Terrin, uccisa dall'ex compagno. «Pretendiamo maggiore attenzione da parte della giustizia - ha aggiunto - che sappia applicare e non soltanto generare ulteriori mezzi repressivi. Serve una rete che dobbiamo tessere insieme, una trama di relazioni positive e costruttive che esprime il senso di comunità contro la solitudine e la prepotenza».
Le istituzioni alla cerimoniaIn centinaia si sono radunati in chiesa nel pomeriggio di sabato 29 agosto per l'ultimo saluto a Tania Terrin, nel comune dove la 39enne aveva scelto di vivere e dove è stata uccisa dall'ex compagno, Dino Keber, nella notte tra il 15 e il 16 agosto. Il dolore si mescolava alla rabbia sul sagrato, mentre amici e cittadini alle 15.30 attendevano il feretro bianco e l'arrivo della mamma di Tania, Marinella Forner, per dire addio alla donna vittima dell'ennesimo femminicidio. Per la giornata è statao indetto il lutto regionale. Le bandiere delle istituzioni, di Regione e Comuni, sono a mezz'asta. Alla cerimonia c'erano il presidente del Veneto Alberto Stefani, il prefetto di Venezia Darco Pellos e la vicesindaca della Città metropolitana Silvia Susanna, oltre ai sindaci dei comuni vicini di tutta la Riviera del Brenta. Il funerale si è aperto con una poesia di Alda Merini. Poi gli abbracci, le lacrime, la commozione, il pianto a dirotto delle amiche, abbracciate alla mamma Marinella.











