Con la canzone di Ligabue 'Ho perso le parole' e un'ultima carezza della madre al feretro, il piccolo Comune di Camponogara, nel Veneziano, ha dato oggi il suo addio a Tania Terrin, la 39enne uccisa a Ferragosto dall'ex compagno Dino Keber, che poi si è tolto la vita. In centinaia, tra le lacrime e la commozione, si sono radunati questo pomeriggio nella chiesa dei Santi Maria Assunta e Prosdocimo per i funerali. Accanto alla mamma Marinella, anche la zia, i cugini e gli amici più stretti.

Funerali di Tania Terrin, lutto regionale in Veneto

La salma della donna è stata portata in chiesa alle 15.30 in una bara bianca, sulla quale sono stati deposti dei fiori dello stesso colore. In tutto il Veneto, questo pomeriggio bandiere a mezz'asta in segno di lutto. "La responsabilità è di tutti", ha detto il parroco don Alberto Peron in uno dei passaggi della sua omelia. "E per prima della politica, che a parole sostiene e promuove le associazioni anti-violenza, ma di fatto dirottando i fondi a favore di difesa e armamenti. Pretendiamo maggiore attenzione da parte della giustizia - ha aggiunto - che sappia applicare e non soltanto generare ulteriori mezzi repressivi. Serve una rete che dobbiamo tessere insieme, una trama di relazioni positive e costruttive che esprime il senso di comunità contro la solitudine e la prepotenza". Il discorso del parroco è cominciato con una citazione della poetessa Alda Merini, e in particolare del componimento 'Ho bisogno di silenzio', e si è concluso con la poesia di Hermann Hesse, 'Notte solitaria'. "Non confondiamo l'infatuazione con l'amore - ha detto -, non chiamiamo passione ciò che fa battere il cuore e pian piano lo soffoca. E soprattutto non pensiamo di poter salvare da soli qualcuno che continua a trascinarci a fondo". Seduto nelle prime file nella chiesa gremita anche il presidente del Veneto Alberto Stefani, che nel giorno dei funerali di Tania ha proclamato il lutto regionale.