Bara e fiori bianchi, una canzone di Ligabue per salutarla quando il feretro è uscito dalla chiesa, con a riverberare l’eco delle parole del parroco: “La responsabilità è di tutti e per prima della politica”. È stato celebrato nel pomeriggio a Camponogara, in provincia di Venezia, il funerale di Tania Terrin, la 39enne strangolata dall'ex compagno Dino Keber a Ferragosto.

Familiari e amici si sono stretti attorno alla madre, Marinella Forner, la prima a trovare il corpo della ragazza, uccisa in casa dall’uomo che aveva lasciato e inutilmente denunciato. Un copione che troppe volte si è ripetuto identico a sé stesso per il parroco di Camponogara che ha celebrato il funerale. "La responsabilità è di tutti e per prima della politica, che a parole sostiene e promuove le associazioni anti-violenza, ma di fatto varie volte dirotta quei fondi a favore di difesa e armamenti", ha denunciato don Alberto Peron, durante l’omelia. "Pretendiamo maggiore attenzione da parte della giustizia - ha aggiunto - che sappia applicare e non soltanto generare ulteriori mezzi repressivi. Serve una rete che dobbiamo tessere insieme, una trama di relazioni positive e costruttive che esprime il senso di comunità contro la solitudine e la prepotenza".