CAMPONOGARA (VENEZIA) - Le fibre della maglietta, schegge di smalto, frammenti di pelle. L’autopsia sul corpo di Tania Terrin è stata eseguita la scorsa settimana, i risultati completi arriveranno nell’arco di un mese, ma ci è voluto molto meno per i primi dettagli: la 39enne aveva sul collo i segni dello strangolamento, l’osso ioide fratturato confermava la causa della morte, nessun livido o graffio raccontava una lotta.
Eppure sotto le unghie della donna c’era qualcosa, particelle che potrebbero anche essere la prova di uno scontro con Dino Keber, il suo assassino. Se la battaglia c’è stata, però, deve essere durata poco e non aver impegnato troppo il 43enne, che probabilmente ha comunque avuto ragione della sua ex fidanzata in pochi istanti: ieri il dottor Claudio Terranova - il medico legale che aveva esaminato anche i resti di Terrin - ha compiuto tutti gli accertamenti del caso sull’uomo, come deciso dal pubblico ministero Stefano Strino, e neppure su di lui sono stati trovati tagli o botte che facciano pensare a una feroce resistenza da parte della vittima. Anche per questa seconda autopsia, comunque, la procura di Venezia ha chiesto tempi rapidi per la relazione finale: i referti dovranno essere consegnati entro 30 giorni, invece dei 60 canonici. MASSIMA ATTENZIONE Le indagini sul femminicidio di Ferragosto stanno impegnando la magistratura lagunare a tutti i livelli: il caso è seguito anche dalla procuratrice aggiunta Barbara Sargenti, che ieri confermava il canale prioritario aperto dai suoi uffici per chiarire ogni aspetto del delitto di Camponogara. «Aspettiamo i referti di medici e periti - ha rimarcato ieri - ma abbiamo anche chiesto di essere aggiornati in tempo reale su qualsiasi evoluzione o elemento nuovo che possa emergere da qui ai prossimi giorni». Non ci sono solo i rapporti completi delle autopsie, d’altronde (sul corpo di Terrin ha lavorato anche il dottor Rafi El Mazioum, nominato dall’avvocato della famiglia, Massimo Pavan), ma anche gli esami tossicologici per vittima e assassino e gli esiti delle verifiche di laboratorio sui bicchieri trovati in casa della donna, affidati al Ris di Parma: sui tamponi e nel sangue si stanno cercando tracce di qualche sostanza, un sedativo usato sulla 39enne, uno stupefacente che possa aver alterato Keber.Serviranno ancora giorni, nel frattempo il legale dei genitori di Tania sta aspettando di ottenere il fascicolo da “codice rosso” dell’omicida: attraverso un accesso agli atti in procura o anche riuscendo ad accedere all’appartamento della donna, ancora sotto sequestro, dove lei custodiva la sua copia della denuncia sporta ad aprile. Quanto al possibile invio degli ispettori ministeriali nel palazzo della giustizia di Venezia, ieri la questione restava ancora in sospeso, forse per consentire a palazzo Piacentini di concludere l’indagine preventiva che è stata annunciata nei giorni scorsi. NULLA OSTA Con la conclusione degli esami medici è arrivato anche il nulla osta per i funerali della donna, fissati per sabato nella chiesa di Camponogara. La cittadina del Veneziano, in queste ore, sta discutendo anche di un’altra possibilità: domani è infatti l’ultimo giorno della sagra paesana, che dovrebbe chiudersi con uno spettacolo di fuochi d’artificio. Qualcuno ha però sollevato una questione di opportunità: piuttosto che festeggiare non sarebbe meglio annullare tutto e deviare i fondi a un’associazione che si occupi di aiutare le donne vittime di violenza? La proposta non è stata accolta con favore dalla comunità, che ha sottolineato come queste cose siano organizzate - e pagate - con ampio anticipo, come ha ribadito il sindaco Antonio Fusato. Intanto la procura continua a fronteggiare l’ondata infinita di codici rossi: anche ieri mattina una dozzina, compreso il caso di un uomo che ha violato il divieto di avvicinamento alla ex, sbarazzandosi del braccialetto elettronico per poterla raggiungere.










