La verifica conferma il dato, ed è un dato che comincia a fare rumore: sette gol incassati nelle prime tre partite ufficiali. Due dal Südtirol nel 2-2 del Ceravolo in Coppa Italia, prima dell’eliminazione ai rigori; tre dal Vicenza nella sconfitta per 3-2 al Menti; altri due dal Pisa nel 2-1 dell’Arena Garibaldi. I gol della serie dal dischetto, naturalmente, non entrano nel conteggio. La media è impietosa: 2,33 reti subite a partita. Restringendo l’analisi al campionato, il Catanzaro ha raccolto cinque palloni dalla propria porta in 180 minuti. Risultato: due sconfitte consecutive, cinque gol incassati e un mesto zero in classifica. È presto per trasformare un problema in una sentenza, ma non per chiamarlo con il suo nome: la fase difensiva non funziona.
Il vantaggio diventa una condanna
L’aspetto più preoccupante non è soltanto il numero dei gol subiti. È il modo in cui arrivano. Il Catanzaro è passato in vantaggio due volte a Vicenza e una volta a Pisa, ma ha sempre consentito agli avversari di rientrare e ribaltare il risultato. Al Menti, D’Alessandro e Verrengia avevano portato per due volte avanti le Aquile. Il Vicenza ha risposto prima con Cuomo, poi con Pietrelli, entrambi di testa, e infine ha completato la rimonta con Morra, capace di infilarsi tra due difensori e segnare il 3-2.







