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C’è sempre qualcosa di magico quando un giocatore del Catanzaro segna di sinistro su punizione. Simone Pafundi aveva il 7 sulla schiena e non il numero 11 che nessun giocatore giallorosso potrà mai più indossare, però la bellezza del mancino a giro con cui ha sbloccato l’amichevole con il Giugliano è stata un segnale e un suggestivo omaggio, anche se inconsapevole, a Massimo Palanca.
A parte il gol e il collegamento con la storia giallorossa, Pafundi sembra essere perfetto per far dimenticare la classe e le giocate di Liberali, il motivo per cui è stato preso in prestito dall’Udinese dopo un lungo e paziente corteggiamento: ha dato ottime impressioni per la personalità e la facilità con cui ha creato e servito, dribblato e corso da trequartista destro nel 3-4-2-1 schierato da Gorgone.
La squadra del tecnico romano ha pressato e difeso alta e con intensità, ha costruito molto anche se ha segnato meno di quanto avrebbe dovuto e potuto: contro i campani, formazione del girone C di Serie C stesa 3-0, sono andati a bersaglio anche Pittarello in avvio su imbucata di Petriccione e Reita alla fine della ripresa, con assist di Arditi, ma tante volte hanno sfiorato la rete lo stesso Pittarello, Alesi, Pafundi, Di Francesco, Koffi, l’ottimo Frankie Tchaouna. Se Pafundi è salito su un piedistallo grazie a un gol capolavoro finito all’incrocio dei pali,








