«Abbiamo fatto di tutto per rianimarla, ma è morta dissanguata, davanti ai nostri occhi». È ancora visibilmente sotto choc il testimone che, con il volto oscurato per ragioni di sicurezza, parla di fronte alle telecamere dell’emittente svizzera TeleM1. C’era anche lui all’Aarauer Rave, l’evento di musica techno, regolare e ben organizzato con un servizio di sicurezza e i biglietti che si acquistavano online. C’era una lunga lista di dj di alto livello e si svolgeva a cinquanta chilometri da Zurigo.
Spiega il testimone: «Erano le 2.30, il rave si avviava alla conclusione, e la maggior parte delle persone ha iniziato a camminare lentamente verso l’uscita. Nel giro di uno o due minuti, però, ci sono stati dei botti, delle esplosioni. All’inizio non ci siamo preoccupati, abbiamo pensato: “sono dei fuochi d’artificio”. Ma poi una coppia ci ha urlato “mettetevi giù, stanno sparando”. Alcune persone si sono nascoste nel bar, dietro a un frigorifero. Una ragazza però era già a terra, purtroppo, perché era stata colpita da un proiettile. Perdeva sangue. Ed è morta lì, sul posto. Ho chiamato l’ambulanza, altri hanno chiamato l’ambulanza. Per 30 minuti abbiamo fatto di tutto per rianimarla, mentre si dissanguava davanti ai nostri occhi». Aggiunge, scuotendo la testa: «Volevamo aiutarla... Ma non siamo riusciti a salvarla». Verna K. ha invece raccontato al sito di Blick: «Ero con altre ragazze, siamo corse nel bagno per nasconderci. Se chi sparava ci avesse trovato non avremmo avuto scampo» Un’altra testimone, Brenda, era già fuori quando c’è stato l’attacco armato al rave e spiega: «Mentre stavo dormendo in macchina ho sentito “bum, bum”. Poi è arrivata la polizia, gli agenti hanno puntato le armi anche verso di me, dicendo “mani in alto”. Quando sono scesa dall’auto, ho visto anche un uomo ferito, con il sangue sul petto. Infine ci hanno portato al sicuro, ci hanno dato delle coperte». Un messaggio commosso è stato pubblicato qualche ora dopo su Instagram da uno dei protagonisti della serata, Dj Tekibo, che ha scritto “RIP M” (probabile abbreviazione di “Riposa in pace Maria”). Racconta: «Quello che è successo all’Aarauer Rave è assolutamente straziante e qualcosa che non dovrebbe mai accadere nella nostra scena musicale. La techno e i rave dovrebbero essere un luogo di libertà e sicurezza, mai un luogo dove succede qualcosa del genere. Sto ancora cercando di elaborare quello che è successo perché ho perso un’amica importante e non ho le parole giuste... mi prenderò un po' di tempo lontano da tutto per metabolizzare la situazione».











