Mancinelli

Venezia accende l’anteprima di Homo Faber 2026: da domani al 30 settembre, alla Fondazione Giorgio Cini, la quarta edizione raduna oltre 500 artigiani, 700 opere e più di 70 Paesi in 15 installazioni ideate dall’artista e scenografa Es Devlin, unica direttrice artistica, che ha scelto come tema An Island of Light. Devlin indaga il rapporto fra luce, materia e mano umana, ispirandosi all’arcipelago veneziano. Al timone c’è Alberto Cavalli, alla guida della Michelangelo Foundation e della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, partner della biennale.

Cavalli, tra Fondazione Cologni e Michelangelo Foundation, quale incontro le ha rivelato che l’artigianato è una questione culturale e politica?

"Franco Cologni afferma da sempre che alla base della creazione di bellezza c’è un tocco umano creativo e consapevole. La sua passione nel portare in primo piano questi testimoni nascosti del lusso e del design, la sua condanna di quanto è banale, mi hanno fatto capire che ciò che genera valore sono tempo, talento e ricerca. Quando, insieme a Johann Rupert, decise di creare la Michelangelo Foundation nel 2016 e di offrirmi la direzione, questa prospettiva ha preso un’ampiezza maggiore: i mestieri d’arte non sono solo alla base dell’eccellenza del Made in Italy o del Made in France, ma rappresentano un archetipo culturale per ogni civiltà".