«La vita è una grande avventura verso la luce». Così scriveva nel secolo scorso il poeta e drammaturgo francese Paul Claudel. E un’avventura verso la luce e nella luce è l’edizione 2026 di Homo Faber, l’evento internazionale biennale che celebra il talento umano nella trasformazione creativa dei materiali e l’artigianato artistico contemporaneo, che si tiene a Venezia dal primo al 30 settembre. Giunto alla quarta edizione, l’evento si svolge in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini, che lo ospita sull’isola di San Giorgio Maggiore, e la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte.
Il progetto A Full Moon Rising della curatrice Es Devlin.
Quest’anno, Homo Faber mette al centro della riflessione proprio la luce, grazie al lavoro della direttrice artistica Es Devlin, artista e designer britannica nota per le sue installazioni immersive. Devlin ha sviluppato il concept di Homo Faber 2026 nel tema An Island of Light, una serie di installazioni allestite negli spazi del complesso monumentale della Fondazione Giorgio Cini.
Es Devlin è la curatrice di Homo Faber 2026.
In queste opere c’è una continua interazione tra luce, acqua, superfici riflettenti ed effetti scenici, che accompagna i visitatori in un microcosmo costituito dagli artigiani, dai loro atelier, dagli attrezzi e dai materiali con i quali realizzano le loro opere. Perché al centro di Homo Faber c’è da sempre il talento umano, che prende vita e forma nelle opere degli artigiani capaci di esprimerlo.







