Hanno letto gli aggiornamenti, come quelli raccontati da Repubblica, sull’ultima posizione rilevata di Marco Ratto fra Nepal e Tibet. E non si sono stupiti, perché gli stessi familiari del gioielliere di Rapallo in questi giorni di angoscia hanno segnalato alla Farnesina le strumentazioni di cui è dotato il 54enne, a partire da un orologio dotato di Gps.

Ma il commerciante risulta ancora disperso, ed è logico pensare che più passano le ore, più sia difficile che si compia il miracolo. Anche Andrea Bernardin, cognato di Ratto, che da cinque giorni sta “proteggendo” i suoi familiari tenendo le relazioni con chiunque cerchi aggiornamenti e speri nel ritrovamento, nella serata di domenica non può che ripetere: «Non ci sono novità».

Anche oggi i due negozi di famiglia erano chiusi, ma è domenica. Ed è inevitabile iniziare a pensare che, prima o poi, bisognerà tornare all’attività di tutti i giorni, per quanto sia difficile. In primis per la sorella e la compagna di Ratto. Che si trovava a Timuré, nel distretto di Rasuwa, la sera del 25 agosto, alla vigilia della piena che ha travolto l'area al confine con il Tibet.

La ricostruzione è emersa dall'incrocio delle informazioni diffuse dalla Leaf Holidays Treks & Expeditions, l'agenzia nepalese che organizzava il viaggio di Ratto, e dalla Trekking Agencies' Association of Nepal (Taan), l'associazione di categoria delle agenzie di trekking nepalesi, di cui Leaf Holidays fa parte.