Un cinquantenne di Rapallo (Genova), Marco Ratto, risulta disperso nell’alluvione lampo che ha colpito la zona di Gyirong, al confine tra Nepal e Tibet. Nella cittadina del Tigullio dove l’uomo è molto conosciuto - la sua è una storica famiglia di orefici - sono ore di apprensione. «Stiamo monitorando la situazione e speriamo che si tratti di un problema di comunicazioni» dice la sindaca di Rapallo Elisabetta Ricci. Ratto, appassionato di trekking e montagna, era partito da solo con un tour operator internazionale pochi giorni dopo Ferragosto. Da ore non dà sue notizie. Ratto da tempo si preparava con allenamenti quotidiani per questo viaggio, rinviato dall’anno scorso a quest’estate. I familiari, in questa fase, preferiscono non rilasciare dichiarazioni. Le autorità nepalesi intanto hanno diffuso un aggiornamento sul numero dei dispersi coinvolti. L’unità di crisi della Farnesina sta effettuando ulteriori verifiche con le autorità locali, tramite il consolato generale d’Italia a Calcutta e il consolato onorario a Kathmandu, e con le agenzie di viaggio coinvolte e finora sono solo due gli italiani dispersi di cui si ha conferma. Circa 130 però i connazionali segnalati nell’area, 90 quelli registrati sul sito della Farnesina. Su indicazione del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è stato disposto l’invio di personale a Kathmandu dall’ambasciata a New Delhi, per rafforzare la presenza sul posto e l’assistenza ai connazionali. Il bilancio di dispersi e vittime, in continuo aggiornamento, vede al momento oltre 800 irreperibili in Nepal, 560 in Tibet, e almeno 270 morti.