Roma, 30 ago. (askanews) – Una veloce call oggi intorno all’ora di pranzo. Forse – ma potrebbe anche non essere necessaria – una ulteriore riunione, sempre da remoto, domani. Gli sherpa del centrodestra hanno riaperto ufficialmente il cantiere delle modifiche alla legge elettorale in vista del termine per la presentazione degli emendamenti in commissione Affari costituzionali del Senato che scade martedì alle 12. Non che i contatti in questi giorni di agosto siano mancati, ma la riunione serviva a fare il punto delle prossime mosse.
Resta ferma l’intesa siglata tra i partiti di maggioranza a inizio agosto, che prevede la presentazione di un emendamento condiviso sulle preferenze (sempre con capolista bloccato). Martedì, tuttavia, ne dovrebbe essere presentato anche un secondo che dispone la abolizione della cosiddetta norma anti frammentazione – su cui pesano gravi dubbi di costituzionalità – in base alla quale i voti espressi per le liste collegate all’interno di una coalizione che non raggiungono la soglia di sbarramento del 3% non concorrono al calcolo della cifra elettorale nazionale di coalizione, con la sola eccezione del ‘miglior perdente’.
Ma la decisione di procedere alla cancellazione della norma potrebbe essere solo momentanea. La vera deadline a cui guardano gli sherpa del centrodestra per chiudere l’accordo è infatti un’altra: quella dell’approdo in aula previsto per il 9 settembre (con voto finale il 15). In base al regolamento di palazzo Madama, infatti, se il provvedimento arriva nell’emiciclo senza relatore si torna al testo base. Dunque, la ‘giostra’ degli emendamenti ripartirebbe da zero.












