Domenica il Roman Space Telescope (RST) è partito dal Kennedy Space Center in Florida a bordo di un Falcon Heavy, il potente sistema di lancio di SpaceX. Dopo la separazione dal razzo che lo avrà portato oltre l’atmosfera, RST viaggerà per circa tre mesi fino a raggiungere L2, il punto dove le forze gravitazionali gli consentiranno di mantenere una posizione stabile rispetto alla Terra mentre orbita intorno al Sole.
RST ha uno specchio, il suo principale strumento ottico, con un diametro di 2,4 metri, quasi quanto quello del telescopio spaziale più famoso di tutti, Hubble, ma ha un campo visivo molto più ampio. Significa che può osservare porzioni di cielo circa cento volte più ampie di quelle osservate da Hubble o dal più recente James Webb Space Telescope, consentendo di rilevare e studiare maggiori quantità di stelle e di galassie in una volta sola. RST raccoglierà dati preziosi per studiare l’evoluzione dell’Universo, scoprire nuovi pianeti fuori dal nostro sistema solare (gli “esopianeti”) e capire qualcosa di più sull’energia oscura e sulla materia oscura.
RST è dedicato a Nancy Grace Roman, l’astronoma statunitense che nel 1960 divenne la prima donna a ricoprire un ruolo dirigenziale all’interno della NASA, come responsabile dell’astronomia.













