“Il Roman Space Telescope è il successore del Webb Telescope, e produrrà immagini con campo di vista oltre 100 volte superiore a quello del Telescopio Spaziale Hubble. Verrà impiegato soprattutto per lo studio dell’energia oscura e per gli esopianeti. Due tra le grandi sfide di conoscenza dell’astronomia moderna. Siamo pronti a nuove e incredibili scoperte”.

Ce lo conferma da Baltimora, dove ha sede lo Space Telescope Science Institute, il professor Massimo Robberto. Di origini piemontesi, è un astrofisico italo-americano che è Responsabile scientifico della NIRCam, uno degli strumenti principali (e per certi aspetti il più importante) del Webb Space Telescope, il grande osservatorio che da quattro anni opera a un milione e mezzo di chilometri dalla Terra. E come ci ricorda Robberto, conosciamo ancora davvero poco dell’Universo. Solo il 5-6 per cento della materia che lo forma è conosciuto, il resto è ancora tutto da scoprire, e non a caso si chiama materia oscura.

Controtendenza, con lancio anticipato

Quello della materia e dell’energia oscura, assieme alla caccia di “nuove Terre”, magari abitabili da esseri viventi attorno ad altre stelle, sono gli obiettivi del Nancy Grace Roman Space Telescope, il nuovo e sofisticato telescopio spaziale che Nasa ha svelato ufficialmente ieri presso il Centro “Goddard”, con sede nel Maryland: “Sarà un magnifico successore sia dell’Hubble che del Webb, che già di per sé rappresenta un progetto rivoluzionario, sia dal lato tecnologico che scientifico nella storia dell’astronomia dalla spazio - ci dice Robberto -. E il suo lancio è stato anticipato a quest’anno, nonostante inizialmente fosse programmato per il 2027. E, come Webb, andrà in un’orbita detta “Halo” attorno al punto lagrangiano L-2.