“Sì, siamo pronti. E’ come tornare indietro ai tempi gloriosi dell’Apollo e delle missioni dello Space Shuttle. D’altra parte il massiccio trasportatore è lo stesso”.
Uno dei tecnici del Kennedy Space Center addetto alla sicurezza all’interno del VAB, il gigantesco edificio a forma di cubo alto 140 metri che sovrasta la grande base spaziale di lancio della NASA, è pronto in queste ore a dare il via al trasporto verso la piattaforma e rampa 39B, del gigantesco razzo vettore SLS, con in cima l’astronave “Orion” per la missione “Artemis 2”, che dovrà riportare un equipaggio sulla rotta Terra-Luna e ritorno, 53 anni dopo l’ultima missione.
La prima opportunità, o “finestra di lancio” utile per far immettere l’astronave Orion nella corretta traiettoria, si aprirà il 6 febbraio e si chiuderà il giorno 11. Gli ingegneri NASA, devono considerare la meccanica orbitale, la rotazione terrestre, l’orbita della Luna e vincoli specifici, come l’esposizione di Orion all’oscurità. Che non deve superare i 90 minuti per garantire energia dai suoi pannelli solari.
Un viaggio lento e solenne, prima della grande corsa translunare
La NASA sta quindi entrando nella fase finale e decisiva per la missione Artemis 2, la cui astronave “Orion” ha un modulo di servizio costruito dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea), principalmente dai tedeschi di Airbus e in Italia (a Torino) da Thales Alenia Space.






