Il salvataggio di una bambina di 6 anni, sopravvissuta per 60 ore in mezzo a fango e detriti, non è che un debole segnale di speranza in uno scenario di devastazione assoluta. A quattro giorni dalla frana che ha causato un'alluvione lampo nel distretto di Rasuwa, al confine tra Tibet e Nepal, ci sono due dati che non fanno che diventare più drammatici di ora in ora: il numero delle vittime, salito a 734, ma anche quello dei dispersi, che ora superano i tremila.

A questo si aggiunge il grande rischio per i soccorritori impegnati nella ricerca delle persone travolte dalla piena. La situazione, in alta quota, è instabile e strettamente monitorata, dopo il crollo di oltre 27 milioni di metri cubi di ghiaccio e detriti.

Nuova frana a Gyirong, soccorritori evacuati

Così, il ministero cinese per la Gestione delle Emergenze ha informato che domenica 30 agosto si è resa necessaria l'evacuazione dei soccorritori nei pressi del valico di Gyirong, in Tibet. Il personale è stato trasferito in un luogo sicuro dopo il rilevamento di una nuova frana nell'area colpita dal disastro.

Secondo il ministero, nella serata di ieri un drone di monitoraggio ha rilevato una frana a circa 2,8 chilometri a valle del lago barriera formatosi sul fiume Puruoqiang Zangbu. La frana ha creato un nuovo sbarramento naturale, con la conseguente formazione di un nuovo lago barriera.