Oltre 630 morti, quasi 3.000 dispersi e 600 feriti: mentre i soccorritori cercano ancora sopravvissuti sotto il fango, resta il rischio di nuove colate dopo il crollo del ghiacciaio

Le operazioni di soccorso nella regione himalayana al confine tra Nepal e Tibet sono entrate nel quarto giorno senza tregua, con un bilancio che continua a salire e la consapevolezza che il peggio potrebbe non essere ancora passato. Le autorità nepalesi hanno aggiornato sabato 29 agosto il numero delle vittime a 626, mentre i dispersi sono 2.426 solo sul lato nepalese.