L’Islanda è chiamata a votare per decidere se reiniziare le negoziazioni per l’adesione all’Unione Europea. Il referendum è sostenuto dalla coalizione di centrosinistra guidata dalla premier Kristrún Frostadóttir. I primi dati parziali mostrano il paese diviso: nella capitale Reykjavík prevale il sì, il resto del Paese, le aree rurali in particolare, è per il no. In dubbio i vantaggi economici dell’accordo.

Il referendum in Islanda

Testa a testa tra sì e no

I dubbi sull’ingresso nell’Unione Europea

Il referendum in Islanda“L’Islanda dovrebbe riprendere i negoziati di adesione con l’Unione Europea?”: è questa la domanda riportata sulla scheda elettorale.Il referendum chiede ai cittadini di concedere al governo l’autorizzazione a trattare le condizioni per l’adesione all’Unione Europea o, al contrario, abbandonare ogni prospettiva di entrare a farne parte.Getty ImagesDopo la crisi economica del 2009, l’Islanda aveva già presentato domanda di adesione all’Ue, ma i negoziati erano stati congelati a seguito dell’elezione di un governo euroscettico nel 2013.Se dovesse vincere il sì, le condizioni alle quali l’isola dovrebbe sottostare per l’ingresso in Ue sarebbero sottoposte a un secondo referendum.Testa a testa tra sì e noCon oltre 87.000 voti scrutinati, i risultati parziali mostrano un testa a testa con il sì al 51,2% e il no al 48,8%.