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Nicolò Fagone La Zita

Dopo due notti in carcere, l'imprenditore 39enne accusato di tentato omicidio va agli arresti domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico. Per il gip la misura cautelare è necessaria per i pericoli di fuga e reiterazione del reato

Domenico Scullari torna a casa. Dopo due notti in carcere, il 39enne accusato di tentato omicidio per aver inseguito e travolto con la propria auto i due ragazzi che gli avevano appena strappato la collanina lascerà il Lorusso e Cutugno di Torino per andare agli arresti domiciliari con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico. È questa la decisione del giudice delle indagini preliminari, che ha accolto la richiesta avanzata dal suo difensore Cesare Mariconda (la procura aveva chiesto la custodia in carcere).

Il gip: «Indole violenta»Il gip si è basato soprattutto sulle testimonianze raccolte dagli investigatori subito dopo l’accaduto: i racconti di coloro che erano in lungo Po Antonelli mercoledì pomeriggio (26 agosto) convergerebbero sul fatto che il 39enne abbia urtato il monopattino volontariamente. Confermati, dunque, i gravi indizi di colpevolezza, mentre l’inchiesta va avanti e si dovrà far luce su cosa sia realmente accaduto in quei cento metri tra lungo Po Antonelli e via Andorno. L’imprenditore potrà comunque tornare a casa, ma non potrà comunicare con nessuno al di fuori della propria famiglia. Per il gip, la misura cautelare è necessaria a fronte del pericolo di fuga e di reiterazione del reato, visto che l’uomo ha mostrato un’indole «violenta» e l’incapacità di controllare i propri «impulsi».