Domenico Scullari lascia il carcere. Il 39enne, imprenditore nel settore dell’edilizia, è l’uomo che mercoledì ha messo in scena una follia che forse nessuno, almeno nella sua cerchia familiare e di amicizie, si sarebbe aspettato da lui. Rapinato della collana d’oro in Vanchiglietta, ha inseguito con il suv i due ladri in monopattino, due ragazzi di 17 e 19 anni che avrebbe speronato, stando al racconto dei testimoni. Una volta a terra, Scullari avrebbe anche colpito a pugni il più giovane dei due. «Volevo solo fermarli e recuperare la collana - è la versione del trentanovenne - Non avevo intenzione di fare del male a nessuno». Perché arrivano gli arresti domiciliari Padre di quattro figli, prima di mercoledì era incensurato. Mai un guaio con la giustizia. Poi, accusato di tentato omicidio, era finito nel carcere Lorusso e Cutugno, misura invocata dalla procura. L’avvocato che lo assiste, Cesare Mariconda, aveva chiesto la scarcerazione. La gip ha sciolto la riserva nel primo pomeriggio di ieri, stabilendo per lui i domiciliari. L’arresto è stato convalidato perché, per la giudice, sussistono gravi indizi di colpevolezza, sulla base delle testimonianze raccolte. E, contestualmente, sono stati considerati come sussistenti il pericolo di fuga e la reiterazione del reato. Relativamente a quegli attimi di follia, la giudice ha sottolineato la «personalità violenta» dell’investitore e «l’incapacità di tenere a bada i propri istinti».