Gli avevano appena strappato la collanina d’oro dal collo tra lungo Po Antonelli e via Mongrando. Due ragazzi a bordo di un monopattino che poi sono scappati. Lui non ci ha più visto. È saltato sulla sua auto, ha pigiato a tavoletta il pedale dell’acceleratore e li ha inseguiti in lungo Po Antonelli. Centro metri a tutta velocità. Poi, all’altezza dell’incrocio con via Andorno, li ha speronati. Una botta tremenda. I due rapinatori sono volati fuori dalla carreggiata e sono rotolati sul selciato. La testimone: «L’automobilista l’ha riempito di calci e pugni» «Quello che guidava il suv l’ha fatto apposta, l’ho visto proprio davanti a me, con i miei occhi» quasi urla una ragazza che ha assistito la scena ed è ancora scossa. Il suo racconto è preciso. Uno dei due scippatori, dopo lo scontro con l’auto, resta a terra, svenuto. L’altro cerca di rialzarsi, ma l’automobilista ferma l’auto, scende e gli piomba addosso. «L’ha riempito di calci e pugni, gridava che gli avevano rubato la collana . E poi “hai anche spintonato una vecchietta, ma adesso ti faccio passare la voglia”». E poi ancora calci e pugni. Francesco Amoretti in quel momento stava passeggiando con la compagna lungo le rive del Po e ha deciso di intervenire. «Ho cercato di mettermi in mezzo e gli ho detto che non era il caso di ammazzare qualcuno per una collanina». «Ma quell’uomo era fuori di sè dalla rabbia, non si fermava» ricorda Luna Sposato. Intanto dalle finestre e dai balconi in lungo Po Antonelli anche altre persone si sono messe ad urlare: «Lascialo, smettila, così lo ammazzi...». L’automobilista recupera la collana Ad un certo punto l’automobilista, come hanno raccontato i testimoni alla polizia, ha infilato le mani nella tasca dei pantaloni di entrambi e ha recuperato la collana da quello che aveva appena massacrato di botte. Poi è risalito sull’auto e sgommando e schizzato via in direzione Superga. Qualcuno ha dato l’allarme al 118 e al 112; altri si sono avvicinati ai due giovani nordafricani che erano a bordo del monopattino. Lo spavento quando qualcuno ha gridato: «Ma questo è morto, non si muove più». I soccorsi al ladro rimasto a terra Proprio in quel momento in lungo Po Antonelli passa un’ambulanza che ha già un paziente a bordo. «Si è immediatamente fermata e il personale è sceso a prestare le cure a quello più grave» racconta una ragazza. Lo scippatore finisce al pronto soccorso del Cto con una grave trauma cranico e un trauma toracico. In serata è entrato in sala operatoria: le sue condizioni sono considerate molto gravi. E la prognosi resta riservata. Il suo compagno di scippi, invece, viene fermato dagli agenti delle volanti che arrivano in forze in lungo Po Antonelli mentre sta cercando di allontanarsi. Ruscirà ad arrivare fino in Barriera di Milano dove verrà identificato dagli agenti mentre sta tentando di tornare a casa dopo aver preso un bus. L’automobilista rischia l’accusa di tentato omicidio La caccia all’investitore che si è allontanato a bordo di un Suv Peugeot di colore bianco dura poco. «Aveva la parte anteriore destra distrutta» racconta uno dei testimoni. Tra Vanchiglietta e le strade che circondano il quartiere parte una massiccia caccia all’uomo. L’auto è danneggiata, riconoscibile, non può andare molto lontano. Infatti, diverse pattuglie delle volanti lo rintracciano mentre stava cercando di presentare denuncia ai carabinieri per lo scippo subito. Si tratterebbe di un gommista torinese di 39 anni che non avrebbe mai avuto problemi con la giustizia. Fino a tarda notte gli investigatori lo hanno interrogato. È in stato di fermo: rischia l’accusa di tentato omicidio. Gli investigatori intanto stano visionando i filmati girati da alcune telecamere per capire se hanno ripreso sia lo scippo che l’investimento. E l’arresto potrebbe anche scattare per il ragazzo ricoverato.