Nasce il primo data center biologico formato da neuroni creati da staminali pluripotenti: vanno nutriti con zuccheri e micronutrienti ma consumano pochissima energia e non hanno bisogno di essere raffreddati

Sedici milioni di neuroni umani vivi: è questo l’impressionante numero di cellule necessarie ad alimentare il primo data center «biologico» al mondo recentemente inaugurato a Singapore, frutto della stretta collaborazione tra Nus Medicine (l’Università nazionale di Singapore), Day One (un’azienda di infrastrutture digitali) e Cortical Labs, una startup australiana specializzata in biotecnologie.

L’intelligenza artificiale, ormai entrata a pieno regime nelle vite quotidiane di milioni di persone in tutto il mondo, richiede un fabbisogno energetico sempre più crescente, difficile da sostenere con i mezzi tradizionali (lo sa bene il governo del Kenya): è proprio qui che entra in gioco l’idea, sviluppata da Cortical Labs, di alimentare i server dedicati all’AI con cellule neuronali.

Una struttura «pulsante», completamente diversa nella sua architettura da tutte quelle che abbiamo conosciuto sinora: il sistema è composto da 20 computer biologici «CL1» che operano in sinergia tra di loro, alimentati da 800.000 neuroni ciascuna. Ogni unità CL1 fa riferimento al sistema operativo proprietario biOS, che permette al software di interagire con la rete neurale in tempo reale.