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Il governatore Schifani starà facendo i conti con il pallottoliere. Un “m’ama-non m’ama” per cercare di pesare alleati e nemici che popolano il centrodestra siciliano. A Ragalna, feudo estivo di Ignazio La Russa, Fratelli d’Italia ha aperto ufficialmente la partita a scacchi in vista delle Regionali del 2027. Non sono tempi maturi per le scelte, ma per i tatticismi sì. E in questo gioco di pesi e contrappesi, di chiavi di lettura e segnali di fumo, il partito della Meloni ha fatto le prime mosse.
La ricandidatura di Schifani (o di un suo delfino) non è per nulla scontata. Anzi. Fratelli d’Italia sgomita e mostra insofferenza rispetto al bis del governatore uscente. A fare da testa d’ariete è stato Nello Musumeci che fin dall’inizio del mandato non ha perso occasione per prendere le distanze dal suo successore. Ora il ministro della Protezione civile è uscito allo scoperto senza filtri, schierandosi contro la ricandidatura di Schifani (il quale potrebbe cedere lo scettro a un candidato di Forza Italia e di suo gradimento). Una fuga in avanti che nel partito di Fratelli d’Italia ha trovato terreno fertile.
L’altolà dei meloniani ha innescato un effetto domino sulla lavagna dei “buoni e cattivi”. E così gli alleati di centrodestra si sono affrettati per schierarsi.












