L'AQUILA, 29 AGO - L'arcivescovo dell'Aquila, Antonio D'Angelo, e il sindaco Pierluigi Biondi hanno chiuso alle 19.35 la Porta Santa, atto conclusivo dell'indulgenza plenaria voluta da Celestino V con la Bolla del 29 settembre 1294, con cui istituì il primo Giubileo della storia. Nell'anno in cui L'Aquila è Capitale italiana della cultura, il rapporto tra Perdonanza e identità della città è stato al centro dell'omelia di D'Angelo, nella celebrazione conclusiva nella basilica di Santa Maria di Collemaggio. "Celebrare la Perdonanza in questo anno in cui L'Aquila è stata riconosciuta 'Capitale italiana della cultura' - ha detto l'arcivescovo - ci aiuta a rileggere la radice di questa nostra città, determinata da questo fondamento evangelico, vocazione propria della nostra identità aquilana". Un'eredità che, ha aggiunto, "ha segnato lo sviluppo socio-culturale della città e del territorio", tanto che "la nostra cultura è impastata di questo dono". "La Perdonanza è questo: una parola piena di Dio", ha detto D'Angelo, ricordando che "il faro della Misericordia non conosce confini ma abbraccia l'intera umanità". E ancora: "L'uomo però non è fatto per le cose piccole", mentre il passaggio attraverso la Porta Santa "non è semplicemente un atto devozionale ma sacramentale".