Dopo tre anni di lavori che hanno partorito 21 decreti legislativi e otto Testi unici, oggi cala il sipario sulla delega fiscale. Ma il cantiere del Fisco non si ferma, non solo perché costituirà il piatto forte della prossima manovra di bilancio (con i dossier su detassazione delle tredicesime e estensione a 60 mila euro del secondo scaglione Irpef in avanzata fase di elaborazione) ma anche perché il maquillage della delega potrà andare avanti per ulteriori due anni, fino al 29 agosto 2028, data entro cui potranno essere varati eventuali ulteriori dlgs correttivi e integrativi di quelli già approvati.

Ci sarà ancora tempo anche per varare il Codice tributario, l’operazione più ambiziosa (un testo del genere non ha mai visto la luce dall’Unità d’Italia ad oggi) a cui sta lavorando il padre della delega fiscale, il viceministro all’economia Maurizio Leo. In questo caso l’orizzonte temporale sarà più breve: non agosto 2028 ma la fine della legislatura, ossia l’autunno del 2027 se non ci saranno imprevisti sul cammino del governo Meloni. Entro tale data il Consiglio superiore dell’economia e delle finanze, l’organo nominato dal Mef per la predisposizione del Codice, dovrà concludere i lavori.