«Sembra la trama di Take Five, il film del 2013 scritto e diretto da Guido Lombardi, ma è l’inchiesta che ora arriva al capolinea: la banda passò dalle fogne per raggiungere il caveau». Sono dodici gli indagati per il maxi furto portato a termine il 18 novembre 2023 alla banca Intesa Sanpaolo di Casale Monferrato. Avrebbero agito in concorso insieme ad altre persone – ipotizzano gli inquirenti – ma non ancora identificate.

Bottino milionario I nomi sono scritti in calce nell’avviso di chiusura indagini. Sei pagine in cui la pm Mariaserena Iozzo della procura di Vercelli ricostruisce i dettagli del furto e attribuisce ad ognuno degli indagati, per la maggior parte campani, dei precisi ruoli. Mesi, forse anni di sopralluoghi. Un piano studiato nei minimi dettagli. Gli scavi, un tunnel sotterraneo attraverso la rete fognaria. Poi l’irruzione in banca e la razzia in oltre 250 cassette di sicurezza dove erano custoditi contanti, oro, gioielli. Valore stimato del bottino: 15 milioni di euro.

I membri della banda A capo della banda ci sarebbe Marco Scutto (classe 1980) di Napoli. «Promuoveva – scrive la pm – ed organizzava l’esecuzione del furto unitamente a Gennaro e Giuseppe Russo nonché svolgeva funzioni di palo durante il furto effettuando ripetuti passaggi a piedi nei pressi della Banca al fine di avvisare i complici dell’eventuale arrivo delle forze di polizia». E ancora, Giuseppe Semeraro, Francesco Saponaro, Angelo Laveneziana, «si preoccupavano di reperire ed affittare il locale di via Lanza utilizzato per effettuare lo scavo di accesso alla rete fognaria nonché gli altri alloggi utilizzati come punto di appoggio durante le operazioni di scavo ed impossessamento della refurtiva e di noleggiare tre furgoni utilizzati per raggiungere ed allontanarsi da Casale».