Il mese di agosto, con la fine delle vacanze e l'imminente riapertura delle scuole, è il momento più temuto dal corpo docente italiano. Il pensiero del ritorno in classe rischia di guastare le ferie a molti insegnanti, facendo riaffiorare ansia, stress e segnali di burn-out, come si legge sul portale Treccani.it alla voce "Burn-out" della linguista Beatrice Cristalli.
Il lemma fa parte de 'L'alfabeto del lavoro. Parole e cose in trasformazione', la nuova rubrica di Treccani curata da Cristalli, un "lemmario del presente" in ventuno tappe attraverso termini ed espressioni che raccontano le aspirazioni e le fatiche di un'epoca nella quale il lavoro interroga se stesso.
Da ageismo a burn-out, da carriera a dimissioni, da equilibrio a freelance, fino a gender gap, hustle culture, e ancora iperconnessione, limite, motivazione, nomadismo digitale, questa rubrica racconta la metamorfosi del rapporto tra individuo e organizzazione a partire dalle parole attraverso le quali siamo abituati a designare l'esperienza lavorativa.
Cosa è il burn-out
Entrato nel lessico medico e psicologico negli anni Settanta del Novecento, grazie alle ricerche dello psicoanalista Herbert J. Freudenberger e della psicologa Christina Maslach, il burn-out indica uno stato di stress psicoemotivo che può arrivare a una sorta di "combustione totale" della persona ed è riconosciuto ufficialmente come sindrome dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2019.










