Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiSettembre si apre, per la scuola italiana, con un passaggio tanto rituale quanto decisivo per migliaia di docenti: la presa di servizio dei docenti. Tra neoassunti in ruolo, vincitori dei concorsi Pnrr, docenti da Gps o Gae, personale Ata, trasferimenti, assegnazioni provvisorie e situazioni di congedo, la data del primo settembre non produce gli stessi effetti per tutti. Per capire chi deve presentarsi personalmente a scuola, chi può differire l’assunzione di servizio e quali rischi comporta l’assenza ingiustificata, occorre partire dallo status giuridico del personale coinvolto.

Anno di prova: il ruolo del tutor

Per i docenti assunti con decorrenza dal 1° settembre 2026, la presa di servizio segna l’ingresso effettivo nella nuova sede e l’avvio del percorso dell’anno di prova. Il percorso, disciplinato dal DM 226/2022, prevede una serie di passaggi che accompagnano il docente neoassunto lungo tutto l’anno di prova: dalla nomina del tutor al bilancio iniziale delle competenze, dalle attività formative all’osservazione reciproca, fino alla costruzione della documentazione professionale. In questo quadro, il tutor diventa il principale punto di riferimento per orientare il docente nella lettura della propria esperienza e nella crescita professionale. Il tutor affianca il docente nei momenti più significativi del percorso, lo sostiene nella predisposizione del bilancio iniziale delle competenze, lo accompagna nell’osservazione reciproca in classe e contribuisce alla predisposizione dell’istruttoria finale destinata al Comitato di valutazione.