Questo fine settimana il Notting Hill Carnival torna nelle strade dell'ovest di Londra per il suo 60º anniversario: sono passati sei decenni da quando una piccola festa di quartiere è diventata uno dei più grandi festival di strada al mondo.
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Ogni anno, questo appuntamento di due giorni è un promemoria gioioso e tangibile della duratura influenza della cultura afro-caraibica su Londra. Le sue radici affondano nella generazione Windrush e nella cultura dei sound system arrivata dalla Giamaica, sullo sfondo delle tensioni razziali e della violenza che hanno segnato Notting Hill alla fine degli anni Cinquanta.
Dopo i disordini razziali del 1958 e l'omicidio nel 1959 del falegname antiguano Kelso Cochrane, ucciso da una banda di uomini bianchi, l'assistente sociale locale Rhaune Laslett organizzò nel 1966 una festa di strada per bambini, nella speranza di ricucire una comunità divisa. Quando poi il musicista trinidadiano di steelpan Russell Henderson e la sua band portarono i loro strumenti a Portobello Road, furono gettate le fondamenta del Carnevale.
Negli anni Settanta i sound system erano ormai al centro del festival, grazie all'organizzatore Leslie Palmer che introdusse più maschere caraibiche e musica dal vivo. Come disse lui stesso: "I sound system erano la voce dei giovani".













