| 29 Agosto 2026 03:01 |
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(Adnkronos) – “Il 2026 è un anno speciale per il Notting Hill Carnival. Sono sei decenni di costumi, colore, suono, steelpan, calypso, soca e sound system. Ma anche sei decenni di una comunità, quella caraibica, che ha trasformato l’esclusione in espressione e la lotta in celebrazione”. Con queste parole rilasciate dall’Adnkronos, Matthew Phillip, direttore del Notting Hill Carnival, racconta quanto sta per accadere a Londra durante questo fine settimana lungo, da oggi sabato 29 a lunedì 31 agosto, quando andrà in scena la più imponente manifestazione di strada d’Europa e la seconda a tema più importante al mondo dopo il carnevale di Rio de Janeiro, capace di richiamare centinaia di migliaia di spettatori, molti dei quali giungeranno appositamente dall’Italia.
Le radici dell’evento affondano in una capitale inglese profondamente diversa da quella odierna. Prima del 1966 il celebre quartiere nella zona di West London era segnato da forti tensioni sociali e scontri razziali. L’assassinio di Kelso Cochrane, un giovane originario di Antigua ucciso nel 1959 in un brutale attacco razzista, aveva lasciato la comunità locale in un profondo stato di angoscia. In questo clima difficile l’assistente sociale Rhaune Laslett decise di mettere in piedi una modesta festa di strada per i bambini, sperando di sanare almeno in parte le ferite di un vicinato diviso. Invitò a suonare la steel band di Russell Henderson e da lì cambiò tutto. I musicisti, spinti dall’entusiasmo del momento, si misero i tamburi d’acciaio al collo e cominciarono a sfilare improvvisando lungo Portobello Road. I residenti uscirono dalle case, si unirono al corteo e iniziarono a ballare, innescando una magia collettiva che non si sarebbe più fermata.











