Oggi il Corriere regala due retroscena: uno sulla crisi che ha portato gli inviati e autori a prendere le distanze dai nuovi volti al timone del programma, l'altro sulle possibilità di una causa da parte dell'ex conduttore

Se l’obiettivo era salvare una trasmissione che totalizzava almeno il 10 per cento di share il riusltato sembra un altro. Da ieri Report è con una redazione dimezzata, su tutti i giornali e con nessuna scaletta pronta per il prossimo 8 novembre, data della (probabile) messa in onda della prima puntata della nuova stagione. Oggi Il Corriere della Sera parla del tentativo, naufragato, del direttore dell’Approfondimento, Paolo Corsini, di premiare un paio di vecchi inviati. Dividi et impera, una mossa che ha reso irricevibile l’offerta del ruolo di capo autore a Bernardo Iovene e Giulio Valesini davanti a due conduttori che «non rappresentano Report». Niente quindi pax sindacale, con l’incubo che l’ex conduttore Sigfrido Ranucci possa vincere una sua battaglia legale futura (e oramai data per certa).

Non farsi dettare i tempi dalla magistratura è stato un punto fermo della dirigenza di Viale Mazzini, anche perché sta per aprirsi la partita del rinnovo del CdA. Adesso c’è da chiedersi che conseguenze avrà questa vicenda per la Rai e per chi oggi la guida.