di Riccardo
Galli
Èl’alba di un 4 marzo che dovrebbe girare come l’accendersi di una domenica come tutte le altre. Il viaggio è quello nella direzione di Udine. L’obiettivo è la partita – nemmeno tanto importante ai fini della classifica – contro l’Udinese.
E’ l’alba del 4 marzo del 2018, un’alba che dopo la prima telefonata ricevuta da un dirigente della Fiorentina, diventa l’inizio di una giornata terribile. Segnata da dolore, sconforto, incredulità: il dramma della morte di Davide Astori, il capitano della Fiorentina.
La tragedia si consuma nell’hotel, "Là Di Moret", sede del ritiro prepartita della squadra viola. La colazione del gruppo, quella dove lui, Astori, da buon capitano era sempre uno dei primi ad arrivare inizia con la nota stonata (troppo stonata) dell’assenza di Davide. Non c’è Astori al buffet e i compagni si preoccupano. Chiedono a qualcuno dello staff di andare a chiamarlo, a cercarlo, ma la situazione sembra già impregnata di pessime sensazioni.










