HomeEsteriNepal, soccorsi e paura: si rialza il livello del fiume. I tre italiani non si trovano. Quasi 600 le vittime, i dispersi sono oltre 2.400Nessuna traccia di Marco Ratto e della coppia che si trovava nella zona. Le squadre d’emergenza operano in uno scenario spettrale, sotto la minaccia costante di una seconda, imminente ondata d’acquaAlcuni sopravvissuti alla catastrofe in NepalRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 29 agosto 2026 – Dov’era la montagna ora c’è solo una distesa di fango e detriti. A settantadue ore dalla spaventosa alluvione innescata dal crollo del ghiacciaio al confine tra Nepal e Tibet, le squadre d’emergenza operano in uno scenario spettrale, sospese tra la caccia disperata ai dispersi e la minaccia costante di una seconda, imminente ondata d’acqua. Il quadro fornito dalle autorità nepalesi e dal ministero degli Esteri di Kathmandu descrive una tragedia dalle dimensioni imponenti: i corpi finora estratti sono 584 — la maggior parte recuperati nei distretti di Chitwan e Nawalpur, mentre sette salme trascinate dalla corrente sono state ripescate dai fiumi fino nello Stato indiano dell’Uttar Pradesh —, ma l’angoscia vera riguarda le oltre 2.400 persone ancora introvabili. Tra i dispersi figurano più di 640 cittadini stranieri di oltre trenta nazionalità e circa mille lavoratori impiegati nei cantieri idroelettrici della regione. Circa 350 operai bloccati nei tunnel dell’Upper Trishuli Hydropower Project sono stati già tratti in salvo e si sta lavorando per portarne fuori altri cento.
Nepal, soccorsi e paura: si rialza il livello del fiume. I tre italiani non si trovano. Quasi 600 le vittime, i dispersi sono oltre 2.400
Nessuna traccia di Marco Ratto e della coppia che si trovava nella zona. Le squadre d’emergenza operano in uno scenario spettrale, sotto la minaccia costante di una seconda, imminente ondata d’acqua











