HomeEsteriNepal, oltre 350 morti e tre italiani ancora dispersi. “Distacco di una massa glaciale a 5.200 metri di quota”Scardinato il fondo del ghiacciaio, ondata di piena devastante: non si trovano una coppia in viaggio dal Tibet e Marco Ratto, 50enne di Rapallo. Oltre 1.300 le persone da rintracciare, molti i turisti stranieri. Non funzionano telefoni né internet, nell’area manca anche l’acqua potabileMilitari dell'esercito nepalese confortano due gemelli neonati durante le operazioni di soccorso (Afp)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma – Trecentocinquanta morti, 1.300 dispersi fra i quali tre italiani. Un bollettino da aggiornare di continuo. Stefano Lotumolo, il fotografo toscano che risultava tra le possibili vittime dell’inondazione in Nepal, è stato portato incolume a Kathmandu: “Sono salvo per grazia divina”. Le cause, ancora da accertare confrontando le immagini dei satelliti. Il geomorfologo Dan Shugar, dell’Università di Calgary, citato dal New Scientist, ha ipotizzato il distacco di una massa glaciale da una parete situata a circa 5.200 metri di quota, precipitata per oltre un chilometro verso il fondovalle. Per la comunità scientifica mondiale è evidente che la rapida fusione di neve e ghiaccio abbia prodotto semplicemente acqua, tanta, capace di raggiungere il fondo del ghiacciaio, di scardinarlo e farlo scivolare verso il basso, con la conseguente ondata di piena devastante. Il ghiacciaio in questione, secondo gli esperti, era in fase di progressivo arretramento a causa del riscaldamento globale.
Nepal, oltre 350 morti e tre italiani ancora dispersi. “Distacco di una massa glaciale a 5.200 metri di quota”
Scardinato il fondo del ghiacciaio, ondata di piena devastante: non si trovano una coppia in viaggio dal Tibet e Marco Ratto, 50enne di Rapallo. Oltre 1.300 le persone da rintracciare, molti i turisti stranieri. Non funzionano telefoni né internet, nell’area manca anche l’acqua potabile










