La Serie A le sta provando tutte per racimolare un po’ di soldi. È difficile promuovere e vendere un prodotto in declino, ma invece che provare a migliorare il prodotto stesso, la Lega Calcio cerca sempre di inventarsi qualcosa di nuovo. Prima la lotta alla pirateria, ora il fantacalcio con i voti in sovraimpressione durante le partite. L’ultima novità riguarda la campagna “True data”, lanciata proprio oggi in occasione della seconda giornata di campionato. Di che cosa si tratta? In poche parole, la Serie A strizza l’occhio al gioco d’azzardo, invitando però le piattaforme di betting e gli scommettitori a utilizzare solamente i dati ufficiali prodotti dalla stessa Serie A. I “True data” appunto, che diventano la nuova frontiera con cui la Lega Calcio tenta di prendersi almeno una fetta del gigantesco business che ruota attorno alle scommesse.
Non è un segreto. Dopo che il decreto Dignità ha vietato la pubblicità dell’azzardo, il mondo del pallone ha cercato mille scorciatoie per tentare ancora di guadagnare dall’unico vero settore che ancora funziona se si parla di calcio. La lotta alla ludopatia, che di fatto non esiste, è solo uno specchietto per le allodole, così come le finte reprimende ai calciatori che sono stati beccati a scommettere in questi anni. Di fatto, dalle maglie dei club alle televisioni sportive, i tifosi continuano a essere inondati di messaggi che invitano a scommettere. Ora ci pensa direttamente la Lega Calcio Serie A a speculare sul gioco d’azzardo. Per carità, però, solo tramite i dati ufficiali.






