Il bilancio ancora molto provvisorio è di 579 morti e quasi duemila dispersi. L'acqua ha oltrepassato lo sbarramento naturale, mentre le autorità valutano i rischi per il valico di Gyirong e per l'ambizioso progetto ferroviario dalla Cina verso Kathmandu
Aggiornato alle 17:17
Le operazioni di soccorso sono state sospese per alcune ore venerdì lungo il confine tra Nepal e Cina, dopo che un lago formatosi in seguito alla frana e al crollo di un ghiacciaio ha cominciato a tracimare. La paura era che lo sbarramento naturale, composto da rocce, ghiaccio, fango e altri detriti, cedesse all’improvviso provocando una nuova piena nelle valli già devastate dall’alluvione di mercoledì.










