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Le operazioni di soccorso in Nepal sono ostacolate dalla minaccia che un grande bacino artificiale esondi e allaghi la zona colpita della frana che ha causato almeno 472 morti e 1.400 dispersi. La Cina ha annunciato la sospensione delle ricerche nel cuore dell'area interessata dopo che "l'acqua ha iniziato a tracimare e a scorrere" dal bacino artificiale verso il valico di frontiera di Gyirong, la zona principalmente colpita dal disastro. "Pertanto, a tutte le squadre di soccorso è stato ordinato di rimanere sul posto e attendere ulteriori istruzioni", ha aggiunto Cctv. Pechino ha segnalato un "alto rischio" di esondazione del lago nella tarda serata di ieri: secondo l'agenzia di stampa Xinhua, il bacino artificiale potrebbe raggiungere i tre milioni di metri cubi nei prossimi tre giorni a causa delle continue piogge. "Presenta un alto rischio di rottura e straripamento, con la potenziale conseguenza di gravi inondazioni a valle", ha aggiunto. Secondo le autorità, quasi 700 vigili del fuoco, supportati da droni e cani da ricerca, sono stati dispiegati intorno a Gyirong. In Nepal, l'esercito ha annunciato di aver inviato due elicotteri per aiutare nell'evacuazione di circa 100 operai intrappolati in una galleria di costruzione.










