Sanità pugliese, da settembre si cambia. Liste d'attesa accorciate, riassetto operativo, massima attenzione ai bisogni di salute dei pazienti. Poco ci manca se non sarà una rivoluzione, anche se il termine non garba al presidente Decaro, protagonista della via pugliese ad una sanità pubblica dal volto umano e finanziariamente sostenibile.
Di certo, non sono abbagli provocati dal solleone di agosto: il governo regionale di Centrosinistra ha appena varato il provvedimento che avvia la Fase 2 del Piano sperimentale di abbattimento delle liste d’attesa. Le misure previste si estendono alle prescrizioni dei medici di base, all’organizzazione dell’offerta sanitaria e «all'appropriatezza» delle richieste di farmaci, esami e visite specialistiche. Il tutto, all'insegna dell'efficacia e rapidità dell'assistenza sanitaria.
Stanziati 20 milioni di euro, per le prestazioni aggiuntive. Si tratta di recuperare le visite e gli esami ambulatoriali non ancora svolti, sebbene siano trascorsi i termini fissati per legge, i cosiddetti «valori soglia» temporali. Massimo riguardo alle prestazioni di classe di priorità U (urgenti, da garantire nel più breve tempo possibile) e classe B (breve, entro un massimo di 10 giorni).








