di
Elena Meli
Sempre più bambini e ragazzi non riescono a fare a meno della connessione: una dipendenza silenziosa che passa spesso inosservata, ma è molto pericolosa per la salute mentale
Non solo sostanze d’abuso: fra i giovanissimi (e non solo) è allarme nuove dipendenze. Smartphone, social media e intelligenza artificiale sono le nuove droghe, che catturano l’attenzione degli adolescenti e possono creare problemi tanto quanto cannabis o cocaina: la dipendenza digitale è meno evidente, ma altrettanto pericolosa per il benessere dei giovani. Lo segnala Gabriele Sani, responsabile del Centro Psichiatrico Integrato di Ricerca, Prevenzione e Cura delle Dipendenze del Policlinico Gemelli di Roma, commentando dati di studi recenti che confermano l’impressione di molti: gli adolescenti ormai sono sempre più spesso chini sul loro telefono.
Dati preoccupantiI dati raccolti nel 2025 per lo studio Espad (European school Survey Project on Alcohol and other Drugs, coordinato in Italia dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr) per esempio indicano che quasi 370mila ragazzi fra i 15 e i 19 anni trascurano sonno e relazioni per navigare sul web e diventano intrattabili se manca la connessione, altri 380mila giocano troppo online; la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze ha sottolineato, attraverso i dati del progetto Generazione Z 2.0 del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità, che circa 15mila studenti di età compresa tra gli 11 e i 13 anni presentano comportamenti riconducibili alla «social media addiction», e 111mila risultano a rischio di disturbo da internet gaming. Intanto, l’intelligenza artificiale non è più sullo sfondo ma una compagnia costante per i giovanissimi: il recente rapporto Europeo sull’utilizzo dell’IA generativa da parte di bambini e ragazzi dai 9 ai 16 anni mostra che il 72 per cento dei minori vi si affida abitualmente.








