Siena, 25 agosto 2026 – Dopo l’Australia, ecco la Francia a provare a limitare l’uso di cellulari e web sotto i 16 anni: necessario? “Necessario sì, ma temo tardivo e probabilmente insufficiente”, sul tema del momento – dipendenza dei giovani da social, telefonini e web – interviene il professor Andrea Fagiolini, ordinario di psichiatria Unisi e direttore del Dipartimento di Salute mentale dell’AouS.

“Il problema è reale e riconosciuto anche a livello istituzionale, non è un allarmismo di pochi clinici. Aggiungo però una nota di cronaca: proprio la legge francese approvata il 21 luglio è stata bocciata dal Consiglio costituzionale il 14 agosto, giudicata una limitazione sproporzionata della libertà di espressione dei minori. La dice lunga su quanto sia difficile, anche quando c’è la volontà politica, intervenire davvero, perché ci si scontra con interessi economici enormi e con un’idea di libertà individuale applicata in modo del tutto astratto a chi non ha ancora gli strumenti cognitivi per esercitarla responsabilmente. Un divieto per età, da solo, è comunque un palliativo. Il problema non è l’età in cui si comincia, è il modello di vita che questi strumenti hanno normalizzato”.

Quali evidenze scientifiche ci sono, ad oggi, dalle prime regolamentazioni avviate?