Più natura e meno cellulare. No ai telefoni a scuola. E niente smartphone per bambini e ragazzini. Lo psicologo Luca Bernardelli, consulente del Consiglio nazionale ordine psicologi per le aree di intelligenza artificiale, realtà virtuale, videogame e social media, oltre che membro della Commissione sulle dipendenze digitali della Società italiana di pediatria, ha le idee chiare. «Nel mondo ideale non esisterebbe lo smartphone, ma almeno per i ragazzi ci sarebbe solo un light phone, un telefono che chiama e manda messaggi, senza altre funzioni (un po’ come i primi cellulari, insomma). Perché i ragazzi hanno già bisogno di disintossicarsi dal cellulare, soprattutto se hanno iniziato a usarli da piccolissimi, fin dai 2, 3 o 4 anni». A sensibilizzare per un uso responsabile della tecnologia c’è anche il progetto di educazione digitale NeoConnessi (nel cui comitato scientifico c’è Bernardelli), di Wind Tre, che supporta genitori e docenti, svolto in collaborazione con la polizia, la Società italiana di pediatria, il Consiglio nazionale ordine psicologi e la Fabbrica società benefit.
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