TREVISO - «Sono assolutamente d’accordo con l’idea di vietare i social sotto ai 14 anni. Non è una cosa facile. Ma non si può ignorare che causano danni importanti tra i giovani proprio nel momento della costruzione dell’identità. Ci si disabitua alle relazioni reali. E l’impatto è devastante».
A parlare è Carlo Cenedese, psicologo del dipartimento Dipendenze dell’Usl della Marca. Oggi l’attività dei Serd è concentrata in particolare su droga, alcol, gioco d’azzardo e videogiochi. Ma è già capitato di essere chiamati a intervenire anche per ragazzini di 13 anni dipendenti da smartphone e social. I genitori non sanno come aiutarli. E alcuni si sono rivolti anche al Serd dell’azienda sanitaria trevigiana.
I casi, fino ad ora isolati, stanno aumentando. E si sommano alle dipendenze da videogiochi. Con una differenza non da poco. Queste ultime, infatti, sono inquadrate come vere e proprie patologie. Mentre non c’è ancora una codifica simile per chi proprio non riesce a staccarsi dallo schermo di uno smartphone. L’Usl trevigiana, comunque, ha impegnato parte delle risorse per il contrasto al gioco d’azzardo anche per mettere in piedi il sistema “S-collegati”: sportelli nei distretti sanitari dedicati ai comportamenti disfunzionali legati alle nuove tecnologie.









