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31 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 14:08
Negli ultimi anni il dibattito sull’impatto di smartphone e social media sulla salute degli adolescenti è stato caratterizzato da risultati frammentari e spesso contraddittori. Questo quadro è cambiato in modo significativo nella seconda metà del 2025, quando una serie di studi su larga scala ha iniziato a fornire dati convergenti sugli effetti dell’uso precoce e intensivo degli schermi sullo sviluppo fisico e mentale dei giovani. Alla luce di queste evidenze, alcuni governi hanno iniziato ad adottare misure restrittive sull’accesso dei minori ai social network. L’Australia è diventata il primo Paese al mondo a vietare l’uso dei social media ai minori di 16 anni (anche se la norma si aggira molto facilmente, ndr), imponendo alle piattaforme digitali l’obbligo di bloccare l’accesso a partire dal 10 dicembre 2025. Sulla stessa linea si muove ora la Francia.
Sono tanti, una vera marea, gli studi sul tema. Uno dei contributi più rilevanti – come riporta in un lungo articolo il Washington Post – è stato fornito da Ran Barzilay, professore di Psichiatria e psichiatra infantile e adolescenziale presso il Children’s Hospital of Philadelphia e ricercatore dell’Università della Pennsylvania. In uno studio pubblicato online il 1 dicembre sulla rivista Pediatrics, Barzilay e i suoi colleghi hanno analizzato i dati di oltre 10.500 bambini statunitensi, valutando l’associazione tra l’età di accesso al primo smartphone e gli esiti di salute. I risultati indicano che i bambini che hanno ricevuto uno smartphone a 12 anni, rispetto a quelli che lo hanno ricevuto a 13 anni, presentavano un rischio superiore di oltre il 60% di disturbi del sonno e un rischio maggiore di oltre il 40% di obesità. Secondo gli autori, anche una differenza di un solo anno nell’esposizione precoce può essere associata a effetti misurabili sul benessere.






