Dante pone Empedocle nel limbo, insieme ai due matematici Talete ed Euclide, e nei Canti xiii e xvii del Paradiso trova il modo di citare un teorema di ciascuno. In versi: «del mezzo cerchio far [non] si puote triangol sì ch’un retto non avesse», e «veggion le terrene menti non capere in triangol due ottusi».